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Quod si mihi a vobis tribui concedique sentiam, perficiam profecto ut hunc A. Licinium non modo non segregandum, cum sit civis, a numero civium verum etiam, si non esset, putetis asciscendum fuisse. Nam ut primum ex pueris excessit Archias atque ab eis artibus quibus aetas puerilis ad humanitatem informari solet, se ad scribendi studium contulit, primum Antiochiae – nam ibi natus est loco nobili – celebri quondam urbe et copiosa atque eruditissimis hominibus liberalissimisque studiis adfluenti, celeriter antecellere omnibus ingeni gloria coepit. Post in ceteris Asiae partibus cunctaque Graecia sic eius adventus celebrabantur ut famam ingeni exspectatio hominis,exspectationem ipsius adventus admiratioque superaret.

Testo segmentato
  • Quod si mihi a vobis tribui concedique sentiam,

perficiam profecto

  • ut hunc A. Licinium non modo non segregandum,
    • cum sit civis,
  • a numero civium verum etiam,
    • si non esset,
  • putetis asciscendum fuisse.
  • Nam ut primum ex pueris excessit Archias atque ab eis artibus
    • quibus aetas puerilis ad humanitatem informari solet,

se ad scribendi studium contulit,
primum Antiochiae

  • – nam ibi natus est loco nobili –

celebri quondam urbe et copiosa atque eruditissimis hominibus liberalissimisque studiis adfluenti, celeriter antecellere omnibus ingeni gloria coepit.
Post in ceteris Asiae partibus cunctaque Graecia sic eius adventus celebrabantur

  • ut famam ingeni exspectatio hominis,exspectationem ipsius adventus admiratioque superaret.
Traduzione

E se mi renderò conto che mi concedete questa facoltà senza alcuna esitazione, riuscirò senz’altro a dimostrarvi che il qui presente Aulo Licinio non solo non deve essere escluso dal numero dei cittadini, poiché è cittadino, ma che, anche se non lo fosse, avrebbe dovuto essere incluso. Infatti, non appena Archia uscì dalla fanciullezza e abbandonò quelle discipline sulle quali di solito si basa la prima formazione culturale dei ragazzi, si dedicò alla scrittura. Per prima cosa, iniziò ben presto a superare tutti per fama d’ingegno ad Antiochia – dove era nato da nobile famiglia –, città un tempo celebre, ricca e piena di uomini coltissimi e di eccellenti studi letterari. In seguito, in ogni altra regione dell’Asia e in tutta la Grecia, egli era accolto al suo arrivo da una folla sì numerosa che l’impazienza di vederlo di persona superava la fama del suo ingegno e l’ammirazione che suscitava il suo arrivo superava ogni attesa. 

Cicerone alterna abilmente una premessa di falsa modestia, in cui sembra chiedere al suo pubblico il permesso di procedere oltre, con un’affermazione più risoluta, introdotta e rafforzata dalla consonanza perficiam profecto.

Continua l’uso dei deittici ad accompagnare l’actio di Cicerone, che nell’atto di pronunciare queste parole avrà sicuramente indicato il suo cliente.

Il complesso periodo, retto da putetis, prima rimarca l’appartenenza di Archia alla cittadinanza e, in seguito, ribalta del tutto i termini giuridici del processo con un’iperbole (se non fosse ancora cittadino, Archia andrebbe addirittura accolto), costruita con un periodo ipotetico del 3° tipo.

Uso del concreto al posto dell’astratto (ma vedi anche sotto aetas puerilis), qui ricalca l’espressione greca ἐκ παίδων ἐξελθεῖν (ex pàidon exelthèin, letteralmente “uscire dai fanciulli”) come complemento di moto da luogo figurato o di allontanamento.

La posizione del soggetto in conclusione della proposizione è enfatica.

Il moto da luogo figurato va collegato al successivo ad scribendi studium ad indicare la crescita di Archia dall’apprendimento scolastico alla produzione letteraria in proprio.

La perifrasi indica le discipline da cui i giovani (aetas puerilis astratto per il concreto pueri) sono solitamente educati a scuola.

Il sostantivo, seguito da expectatio … adventus … admiratio, segna l’inizio di un’intensificazione retorica volta a sottolineare le qualità di Archia.

Dopo i §§ 1-3 dell’exordium, sintatticamente assai complessi, la vita di Archia è riassunta, secondo i dettami retorici della narratio, in modo assai più semplice, con una principale con il verbo alla fine (coepit), preceduta dalle due temporali coordinate da ut primum.

Il verbo è riferito con costruzione ἀπὸ κοινοῦ a expectatio e adventus admiratioque: i due ultimi termini formano una endiadi, che giustifica che il verbo sia al singolare nonostante la pluralità di soggetti.

Traduce ex pueris. La pueritia (o aetas puerilis) nel mondo latino segue l’infantia e dura dai 4 ai 14 (o secondo alcuni 15, 17) anni.

Il personaggio di cui si narra la biografia è qui indicato col cognomen che tradisce l’origine greca, giacché all’epoca dei fatti narrati il poeta non aveva ancora ricevuto la cittadinanza romana.

L’espressione traduce il latino humanitatem. Vocabolo di straordinario successo culturale fin dall’età repubblicana, come dimostrano molteplici usi nel corpus ciceroniano; è utilizzato qui come indicatore di “cultura”, come sinonimo di studi letterari, erudizione; in questo caso corrisponde al greco παιδεία (paidèia, vedi § 2). Vedi l’approfondimento dedicato a humanitas.

L’importante città della Siria, fondata dal re Seleuco I nel 300 a.C., era diventata capitale della provincia romana conquistata da Pompeo nel 64 a.C. 

Designa qui la condizione sociale (Archia apparteneva alla nobiltà di Antiochia, ma forse alla famiglia mancava l’agiatezza economica, se il giovane intraprese la carriera di poeta itinerante).

Con il termine Asia i Romani designarono un’entità amministrativa da loro costituita in Anatolia, dopo che l'eredità di Attalo III (re di Pergamo dal 138 al 133 a.C.) li aveva messi in possesso di un notevole territorio. Talvolta, nello stesso significato, al nome Asia si aggiunge l'appellativo minor, usato peraltro anche per una regione considerevolmente più vasta. In altri casi vi si aggiunge l'appellativo proconsularis, per sottolineare la natura del governo della provincia, affidata in età imperiale a ex consoli di nomina senatoria.

Graecia è il termine latino equivalente di Achaia, Ellade.

Il pronome costituisce l’oggetto di sentiam in nesso relativo.

Introduce una protasi del 1° tipo al futuro o del 2° tipo al congiuntivo presente, il cui verbo è sentiam.

Apodosi del periodo ipotetico, che regge a sua volta la completiva ut ... putetis.

A questo gerundivo va sottointeso l’infinito esse per formare la prima subordinata oggettiva retta da putetis.

L’infinito perfetto (che contrassegna sempre l’apodosi del 3° tipo nelle proposizioni infinitive) costituisce il verbo della seconda oggettiva dipendente da putetis e coordinata a segregandum (esse). 

Congiunzione coordinante dichiarativa. A differenza di enim, si trova sempre all’inizio della frase.

Congiunzione subordinante temporale costruita con gli indicativi excessit e contulit e dipendente dalla principale coepit.

Il verbo informo è un “falso amico”, perché non significa in latino “informare” (aliquem certiorem facere), ma “dare forma”, in senso sia fisico (“plasmare”) sia traslato (“educare”).

Gerundio genitivo che dipende da studium.

Caso locativo, complemento di stato in luogo.

Ablativo di origine senza preposizione, in quanto indica la condizione sociale.

L’aggettivo indica un luogo molto frequentato, che vede grande affluenza di persone.

Participio presente con valore attributivo in caso ablativo dal verbo adfluo. È costruito con l’ablativo di abbondanza eruditissimis hominibus liberalissimisque studiis.

Ablativo di limitazione dipendente dal verbo di eccellenza antecello.

Ceteri, ceterae, cetera significa “gli altri”, “i rimanenti”, “tutti gli altri” considerati in blocco, in modo indeterminato.

L’aggettivo cunctus, a, um è uno dei modi che i latini avevano per dire “tutto” in concorrenza con omnis, e; universus, a, um e totus, a, um. Assume il significato di “tutto insieme”, “tutto unito”.

Introduce una subordinata consecutiva, il cui verbo è il congiuntivo imperfetto superaret. La congiunzione è anticipata da sic e retta da celebrabantur.

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  • L’autorappresentazione di Cicerone nel 62 a.C.
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