Paragrafi 2
Ac ne quis a nobis hoc ita dici forte miretur, quod alia quaedam in hoc facultas sit ingeni neque haec dicendi ratio aut disciplina, ne nos quidem huic uni studio penitus umquam dediti fuimus. Etenim omnes artes quae ad humanitatem pertinent habent quoddam commune vinclum et quasi cognatione quadam inter se continentur.
- Ac ne quis a nobis hoc ita dici forte miretur,
- quod alia quaedam in hoc facultas sit ingeni neque haec dicendi ratio aut disciplina,
ne nos quidem huic uni studio penitus umquam dediti fuimus.
Etenim omnes artes
- quae ad humanitatem pertinent
habent quoddam commune vinclum
et quasi cognatione quadam inter se continentur.
E perché nessuno si meravigli di quanto sto affermando, obiettando che nel mio cliente vi è una diversa disposizione naturale, mentre gli manca questa mia conoscenza teorica o la prassi dell’eloquenza, nemmeno io mi sono mai dedicato esclusivamente a questa sola attività. Sta di fatto che tutte le discipline, che concernono una perfetta formazione spirituale, hanno in comune una specie di vincolo, anzi, direi quasi che sono legate tra loro da una specie di parentela.
Plurale maiestatis, come i successivi nos e dediti fuimus: vai al commento al § 12 per un approfondimento.
L’aggettivo indefinito rimarca il termine alia e si pone in contrasto con l’uso del dimostrativo haec.
Endiadi.
L’unico verbo reggente (un plurale maiestatis riferito a Cicerone) è sapientemente collocato come ultimo elemento del periodo.
In quoddam… vinclum …cognatione quadam, gli aggettivi indefiniti mitigano la forza espressiva dei sostantivi vinclum e cognatio. Si noti anche la disposizione chiastica aggettivo indefinito: sostantivo = sostantivo : aggettivo indefinito.
Sincope letteraria per vinculum.
Esprime una forma di correctio, ovvero un tipo di figura retorica che serve a precisare meglio una caratteristica o un concetto: nel caso specifico, l’idea della parentela stretta.
Introduce una proposizione finale negativa il cui verbo è miretur.
Pronome indefinito.
Il pronome neutro (il cui referente sono le lodi tributate ad Archia nel §1) è il soggetto della proposizione infinitiva di dici, retta dalla finale ne…miretur.
Introduce la proposizione causale il cui verbo sit è un congiuntivo obliquo.
Il dativo di unus, -a, -um ha qui il valore di “uno solo”.
Il pronome introduce una proposizione relativa il cui verbo è pertinent.
Le capacità poetiche possedute da Archia si contrappongono alla dicendi ratio aut disciplina, cioè alla pratica dell’eloquenza, di cui è ampiamente dotato Cicerone.
Cicerone non ha coltivato solo l’eloquenza (huic uni studio), ma si è dedicato anche alla poesia, benché considerata secondaria rispetto all’attività politica e oratoria. Il corpus poetico ciceroniano è andato disperso: della maggior parte delle opere possediamo i titoli e pochi frammenti. L’unico nucleo vasto (570 versi) è costituito da una traduzione dei Phainomena di Arato di Soli, nota con il nome di Aratea. A Cicerone vanno attribuiti numerosi poemetti perduti di argomento mitologico ed erudito (Pontius Glaucus, Alcyones, Nilus, Limon), opere epico storiche (Marius, Ad Caesarem), due delle quali autocelebrative (De consulatu suo, De temporibus suis).
Il termine traduce il latino artes, che è molto ricco dal punto di vista del significato ed esprime sia le tecniche, come quella oratoria, sia le abilità personali che rendono qualcuno efficace nello svolgere un’azione. Questo significato è particolarmente frequente in Cicerone.
Quest’espressione sottolinea la dignità e l’utilità della cultura filosofico-letteraria nella formazione dell’oratore: qui humanitas fa propria anche la connessione con il concetto greco di παιδεία (paidéia).
Cognatio esprime il vincolo di parentela di sangue e si carica quindi di una notevole intensità semantica. Il termine corregge in parte vinclum, che indica un legame generato da una forza esterna e sostanzialmente da una costrizione, e sottolinea invece il ruolo “familiare” della relazione tra le artes.